Vasca naturale cipresseta di fontegreca

Fontegreca, la cipresseta

I tanti comuni del territorio Matesino sono diversi per varie paesaggi e per diverse caratteristiche, ma nessuno può vantare di una storia come quella di questo piccolo paese dell’alto casertano. Nell’ antichità veniva chiamata I tanti comuni del territorio Matesino sono diversi per varie paesaggi e per diverse caratteristiche, ma nessuno può vantare di una storia come quella di questo piccolo paese dell’alto casertano. Nell’ antichità veniva chiamata Fossaceca, derivante da Greci questo nome che da quanto raccontano alcune fonti raccontano di questo luogo situato nella gola della catena montuosa del Matese dove si trovava un pozzo la cui profondità non era nota (un pozzo cieco). In basso vi parleremo delle particolarità di questo luogo che sicuramente vi faranno venire voglia di visitarlo., derivante da Greci questo nome che da quanto raccontano alcune fonti raccontano di questo luogo situato nella gola della catena montuosa del Matese dove si trovava un pozzo la cui profondità non era nota (un pozzo cieco). In basso vi parleremo delle particolarità di questo luogo che sicuramente vi faranno venire voglia di visitarlo.
centro strorico fontegreca

Il centro storico

Un altro aspetto molto caratteristico del centro storico sono le case. Tutte colorate e arroccate sulla roccia viva rendendo il paesaggio accogliente dando un senso di serenità. Tramite i vicoletti si possono raggiungere tutte le strade principali di Fontegreca, compresa la Cipresseta. Nel 1927 entrò a far parte della provincia di Campobasso, a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale. Questo paesino è stato uno scenario importante per la seconda guerra mondiale poiché fu preso di Mira, requisendola e rastrellandola, costringendo gli abitanti ad abbandonare il paese e a rifugiarsi sulle montagne di Gallo Matese. Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, precisamente il 28 ottobre 1943, fu liberata dai partigiani e ritornò’ a far parte della provincia di Caserta.
piante di cipresso fontegreca

La cipresseta e il suo patrimonio

Il bosco degli zappini, così chiamato sin dall’antichità, determina il turismo di questo paese. Il raro cipresso che vive in questa zona, razza cupressus horizontalis, ormai da anni oggetto di studi del CNR, in quanto particolarmente resistenti o del tutto immuni al cancro alla corteccia che ha decimato migliaia e migliaia di Cipressi del Mediterraneo. Questo bosco, formatosi naturalmente, è caratterizzato da una folta vegetazione attraversata dal fiume (Sava) e diverse cascate naturali che cambiano spesso direzione, in base alle piogge ed alla piena del torrente. Lo scenario è suggestivo e allo stesso tempo rilassante, lasciandovi cullare dal rumore dell’acqua e dalle correnti fresche che che vi accarezzano. In Cipresseta troverete sempre una temperatura di 5C° in meno rispetto la comune.
cappella della madonna dei cipressi fontegreca

La Madonna dei Cipressi

Fontegreca è un paese di grande culto per la madonna dei Cipressi. La devozione è tramandata da generazione in generazione dato che ha una storia molto significativa per gli abitanti del paese ed anche perchè ci sono state varie apparizioni della madonna. C’è una storia che racconta del miracolo della madonna, la quale narra di due bambine che si trovano nei pressi del santuario, costruito li solo dopo il l’accaduto, giocando si accorsero che dalla montagna rotolava un masso grosso quanto una casa. Esse non avevano il tempo necessario per scappare dato che il masso era quasi giunto su di loro ma dove tutto era dato per spacciato, quel masso si fermò, alzarono lo sguardo e gli apparve il volto della madonna avanti. Quel masso si trova ancora lì nei pressi del Santuario, costruito nel 1600 da alcuni monaci che si stabilirono li costruendo anche un cimitero nei pressi della chiesa, anch’esso ancora presente.

 

Questa è Fontegreca, una cittadina in cui il tempo sembra essersi fermato a tratti, un luogo che con le proprie forze riesce a farsi valere e ad essere apprezzato per quanto riesca a donare a tutti i visitatori che abbiano la fortuna di incrociarla sul proprio cammino.